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E a un certo punto si incominciò a dire che erano tempi duri, qualcuno fuggiva, qualcuno stringeva i denti qualcuno tradiva.

Eppure da qualche parte veniva un buon odore.

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Analisi di una televendita

La pubblicità di un prodotto è vechia quanto quasi la nascita del commercio. Da quando i banditori si aggiravano per paesi e contrade vendendo creme miracolose e rimedi della nonna in franchising le tecniche di persuasione si sono diffuse, raffinate e specializzate fino a trasformarsi nel tanto decantato marketing.

Ad ogni nuovo mezzo di comunicazione si sono succedute nuove tecniche di marketing. Con la nascita dei quotidiani e con l'alfabetizzazione di massa sono nati gli inserti pubblicitari, con la televisione sono nate le televendite e con internet è stata aggiunta una parola a marketing trasformandolo in webmarketing.

In tutte le sue evoluzioni il marketing ha portato con se prassi dai precedenti veicoli e le ha applicate ai nuovi strumenti. Non tutte le tecniche di marketing sono però universalmente applicabili e con la nascita di nuovi media bisogna aggiustare la rotta e a volte inventare nuovi metodi di persuasione.

Il video in embed a questo articolo è un perfetto esempio di video marketing, meglio conosciuto come televendita a cui nel bel paese siamo stati abituati dai vari Baffone, Vanna Marchi, Media Shopping e via dicendo. Pentole, ferri da stiro, corredi, lettori multimediali, tute dimagranti, attrezzi da body building, televisioni, collezioni di francobolli: sui canali commerciali e durante le pause pubblicitarie è stata venduta qualunque cosa e "il pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo" è una vera e propria best practice nel settore. Andiamo a vedere perché.

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Visitor Loyalty ovvero "Cari lettori..."

Questo è un blog personale e teoricamente le statistiche non dovrebbero giocare un ruolo centrale nella sua esistenza ed in effetti molti qui viola le più basilari norme di SEO e User Engagement, ma il punto non è questo.

Il punto è che dopo 6 settimane e 6 articoli ho sufficienti dati da poter salutare direttamente i 38 lettori fedeli di Odigital. Esattamente, siete in 38 che più o meno da quando ho iniziato a scrivere non perdete un mio articolo. A dire il vero dovreste essere 50, ma una dozzina di voi passa per il blog di corsa e spende un tempo troppo scarso perché sia possibile leggere un articolo intero.

Cinquanta lettori fedeli è un risultato che mi rende entusiasta di questo blog personale più di migliaia di click al mese. Non essendo a scopo di lucro i click sono piùttosto indifferenti alla mia gratificazione. Quello che mi fa piacere è che 1/4 delle persone che si sono trovate a passare di qua sono poi tornate e ritornate ancora.

Sono certo di conoscere molti di voi personalmente e con molti altri probabilmente ho lavorato, ma sia che siate finiti qui per caso, sia che siate qui perché già ci sonosciamo volevo ringraziarvi dell'entusiasmo. Vi ringrazio dei commenti di incoraggiamento e di email e chattate di apprezzamento.

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Se io fossi uno sviluppatore

Non sono uno sviluppatore, l'esperienza che più si avvicina allo sviluppo di un software risale a poco meno di 20 anni fa, quando scopiazzando i manuali Basic di mio padre creai il mio primo ed unico videogioco, il tennis. La storia non si fa con i se direte voi e infatti questo articolo non intende fare storia dunque abbonderà di se e di ma.

Se io fossi uno sviluppatore, mi sono chiesto, in cosa investirei il mio tempo e le mie energie? Sicuramente sul mobile è la prima risposta che mi viene in mente. Risposta probabilmente dettata dall'ignoranza che ho del mondo dello sviluppo software, non ho dubbi che gli sviluppatori in ascolto stiano già lavorando sul progetto del futuro, uno di quelli che sopravvivono solo in presenza di una certa quantità di se e ma.

Dunque dicevamo: se io fossi uno sviluppatore e se io decidessi di sviluppare per il mobile, su quale piattaforma deciderei di investire il mio tempo e le mie energie? Qui volevo arrivare come avete potuto dedurre dall'immagine di apertura e qui infatti sono arrivato.

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Campare da blogger si può?

Cosa sia il blogging è sufficientemente indefinito, ma non si può negare che di persone impegnate in questa attività ce ne siano ormai parecchie, dunque: Sì che vale la pena parlarne.

Le considerazioni alla base di questo post partono da una domanda fondamentale che questa settimana mi è ronzata nel cervello: Fare il blogger può dare da campare? La risposta in senso stretto è: No. Ora come ora, almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale che per una piacevole coincidenza è il caso che conosco meglio, la retribuzione per l'attività di blogging è ancora troppo scarsa in Italia da permettere di dedicarsi a tempo pieno a questa attività.

Una retribuzione però c'è e questo è un fatto fondamentale. Ovunque ci sia qualcuno disposto a pagare per qualcosa allora quel qualcosa starà senza dubbio generando un guadagno. Di qui ci muoviamo per vedere dove tutte le vostre parole e le capacità che avete acquisito generano o potrebbero generare il loro profitto.

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A che sto con Nexus One?

Eh già, dopo una settimana di consueto silenzio su Odigital mi sono chiesto: A che sto con Nexus One? Spero ve lo siate chiesto anche voi, ad ogni modo, cercherò di rispondere con questo post.

Inevitabilmente il pensiero va ad iPhone, il fedele compagno con appena sei mesi di vita e un contratto biennale con TIM in connessione diretta con la mia carta di credito. Inutile dire che se voglio capirci qualcosa di Nexus One devo usarlo e se voglio usarlo ho bisogno di una SIM, di traffico dati e di una tariffa che non mi mandi in banca rotta.

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E invece parlerò di Nexus One

Sono stato al Mobile World Congress, lo so. Ho buzzato due o tre volte, al limite dello spam, l'articolo della settimana scorsa solo per un paio di foto aggiunte, lo so. Adesso sarebbe il momento di fare un resoconto della settimana barceloneta, lo so. E invece parlerò del Nexus One.

Il motivo di questo strafalcione editoriale risiede nella spinta motrice di ogni geek che si rispetti, quella stessa spinta che spinge i bambini a perdersi indefinitamente nei regali la mattina di ogni Natale; l'impossibilità di difendersi dalla propria curiosità e dalla voglia di padroneggiare il nuovo giocattolo. Sono tornato a casa Venerdì e da allora ho letto 330 pagine di manuale, preparato un bundle di RSS per il mio reader, incominciato a installare, valutare e cancellare applicazioni su Android Market. Perché tutto questo? Perché Google mi ha regalato un Nexus One.

Come ho annunciato nel post precedente durante il Mobile World Congress Google ha tenuto 10 sessioni di uno dei suoi tanto attesi Developer Lab, in questo caso Android Developer Lab. Da geek che si rispetti mi ero multi-iscritto non essendo in grado di accettare di perdermelo per colpa di qualche database ostile e la prima cosa che mi hanno detto una volta arrivato è stata che non potevo seguire più di una sessione. Ho capito solo dopo il perché.

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Ci vediamo a Barcelona

                     

Mai frase fu più adatta per un evento del genere: Perché non puoi scaricare opportunità di networking come queste. La domanda: Perché hai bisogno di essere a Barcelona fra il 15 e il 18 Febbraio? Durante la settimana prossima, infatti, si svolgerà il Mobile World Congress a Barcelona ed io sarò lì.

Come dicevo, lo slogan che vi ho appena presentato è un sunto perfetto di cosa è questo evento. Perché un Mobile World Congress? Chi c'è a Barcelona e cosa si fa laggiù? Andiamo per ordine:

Il perché di un Mobile World Congress sembra abbastanza scontato. Abbiamo osservato negli ultimi tre lustri un mercato nascere, crescere senza conoscere flessioni, il mercato mobile. Nato con la rete GSM si è evoluto in fretta come se sapesse precisamente dove andare ed è approdato al traffico dati, agli App Store, a dispositivi multitouch, geolocalizzazione, location-based social network; sta reinventando l'industria dei videogiochi e poco a poco sta finendo nelle tasche di chiunque. Il perché di un Mobile World Congress sembra chiaro a questo punto, ma c'è qualcosa in più.

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Fase Lorem Ipsum

Ciao a tutti e come è consuetudine: Benvenuti in questo Blog.

Sono Fulvio Minichini, scrivo per Geekissimo.com, iPhoner.it e pubblico non so quanto materiale fra social network micro, macro e chi più ne ha più ne metta. Con tutto questo condividere e pubblicare deve avermi preso una sorta di dipendenza, tanto che ho deciso di mettere su Organic Digital, per l'appunto Odigital.

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